Premessa

UELCAM!

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giovedì 20 agosto 2015

Ma che vuole questo che mi racconta la vita di un collega di lavoro?!

Ciao! Siamo amici in comune con Marcello Giusti, mi fa piacere! Ma lo sai che l'alytra volta l'hai chiamato con nome e cognome? "Ndundiiii" ahahahahah!!! Eh Marcellino poveraccio sto periodo sta pienotto de lavoro alla ASL di Spoltore, da quando lo hanno assorbito nelle Cooperative! Lui prima stava anche se sotto privati ma era un dipendente della ASL a Pescara e prendeva almeno quelle 1200€ al mese, mo mesà manco più quelle e si deve arrabbattare per sopravvivere a Pescara, il "procione inmansardato" lo chiamo io perché vive in una mansarda a Via Torre Greco vicino zona Università e paga un 350€ al mese più bollette, condominio e spese varie! Pensa è un caro amico e lo conosco dai tempi dell'Università, dal 2008 quando lui andava in biblioteca a cazzeggiare ed io ogni tanto seguivo lui, giusto per farmi due risate! Lo chiamavo il "divoratore di piatti" perché se avanzava qualcosa a mensa lui mangiava tutti i piatti degli altri e mi divertiva dal modo con cui mangiava, con la voracità tipica di chi sembrava non avesse mangiato da 3 giorni! Lui studiava informatica ed io poi mi sono laureato in Scienze e Tecnologie per L'Ambiente nell'Ottobre del 2012, ma lui da tempo già non andava più e aveva trovato questo lavoro al CED della ASL di Pescara proprio in quegli anni!
Tu in che occasione l'hai conosciuto, sempre all'Università come me?
Raccontami qualcosa della vostra amicizia e poi magari dimmi di dove sei. Io ti scrivo per il momento da Avezzano (AQ) e attualmente sono un tirocinante del programma Garanzia Giovani all'interno della Coldiretti di Avezzano, ma in attesa di essere spostato dopo la scadenza del mio contratto il 15 Dicembre ad altra sede, spero Pescara o Vasto!

Mi ha fatto piacere scriverti e scambiare due chiacchiere sulla nostra amicizia in comune con l'incegner procione!

Un abbraccio e a risentirci a presto!

ALESSIO :)



sabato 21 febbraio 2015

Vita di un'obesa.

Bene. Questa mattina vorrei presentarvi una nuova rubrica: Vita di un'obesa.
Non ho mai detto nulla a riguardo, perché è un argomento delicato per me e con cui combatto da una vita. Ma stamattina. STAMATTINA È STATA LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE IL VASO.
Partiamo dal caffè. Gli sguardi disgustati della gente che ti vede mettere lo zucchero nel caffè, manco stessi mangiando 3 chili di torta al cioccolato. Ma anche se stessi mangiando 3 chili di torta al cioccolato A TE CHE CAZZO TE NE FREGA? 
Gli sguardi sfuggenti quando sei a cena fuori, perché la gente vuole vedere, vuole SAPERE che cazzo di porcata assurda ti stai mangiando, perché si sa, se sei grasso devi per forza mangiare grasso!
La meraviglia sul volto della gente quando dici che hai un fidanzato. E molti ti dicono pure "che brava!".
La preoccupazione quando ti vedono andare in bicicletta, perché si sa, i grassi non possono fare attività fisica, altrimenti non sarebbero grassi!
Gli sguardi scocciati dei datori di lavoro quando vai a fare un colloquio, perché sai "l'immagine di un'azienda", "il lavoro è troppo pesante, bisogna stare in piedi e camminare", i "le faremo sapere" che non arrivano mai o addirittura i "lei sarebbe perfetta per questo lavoro, se non fosse che..." (sì, mi è successo veramente.)
Quelli che (e questi sono decisamente i migliori) ti chiedono: "hai provato questa dieta? mangi troppo? non dovresti dimagrire un po'? se dimagrissi un po' con quel bel visino che hai saresti bellissima!" 
NON HO BISOGNO CHE MI RICORDI CHE SONO GRASSA E DEVO DIMAGRIRE, GLI SPECCHI CE L'HO PURE IO!!
I bambini maleducati che ti chiamano cicciona e i genitori che fanno finta di non sentire, ma sono visibilmente imbarazzati.
Gli sguardi di profonda pena delle commesse dei negozi di vestiti, molte ti dicono pure "guarda, non abbiamo taglie superiori alla 12 :(". Anche perché si sa, le donne non possono, NON DEVONO essere grasse!
Tutti i medici, tutti gli infermieri, tutto il personale sanitario che incontrerai, attribuirà il tuo male all'obesità. TUTTO, ANCHE L'OCULISTA.
La gente che nella vita mi ha detto: "quanto sei fregna, vorrei avere una ragazza come te" e tra le righe: "tu non vai bene perché sei grassa!"
Per non parlare delle prese in giro di tutta l'età scolastica, le scuse per non fare ginnastica perché ti vergogni, perché sudi, perché dovresti spogliarti e lavarti davanti ad altri ragazzini che ti fissano e ridono.
Scegliere gli orari meno affollati per andare in palestra o piscina o non andarci affatto, ma non perché non hai voglia, ma perché ti vergogni.
Le sgallettate della televisione che ti fanno sentire un mostro.
I cinquantamila programmi diversi sul perdere peso.
Le cinquecentomila pubblicità su attrezzi funzionanti e pillole miracolose.
Poi mi vengono a parlare dell'accettare sé stessi e sentirsi bene col proprio corpo.
MA ANDAVENAFFANCULO, MMMERDE.